Come scegliere la scuola primaria in 16 punti

scuola primaria
In questi giorni come tantissimi genitori siamo alle prese con la scelta della scuola primaria.
Oltre alla incredulità nel vedere che il tuo bimbo è cresciuto, questo periodo può essere anche molto stressante.
Ogni genitore infatti vuole ovviamente il meglio per il proprio figlio e ci si può trovare ingolfati in una quantità di dubbi ai quali non è semplice dare risposta.
E allora seguitemi, perché come ho fatto già per il nido, vi elencherò la lista degli aspetti di cui abbiamo tenuto conto noi, insieme alle mie riflessioni.

1. Orario

    a) Tempo pieno strutturato
La prima scelta che dobbiamo affrontare è relativa all’orario che di solito oscilla tra le 27 e la 40 ore settimanali a seconda che parliamo di scuola a tempo normale o a tempo pieno.
Per necessità dei genitori a volte è necessario pensare ad una scuola che possa accudire i nostri bambini fino alle 16-16.30, ma per questa opzione noi abbiamo anche pensato ad altre soluzioni.
Per molte delle scuole che effettuano il tempo lungo e che abbiamo visitato, il pomeriggio viene impiegato per fissare alcuni concetti svolti la mattina soffermandosi su alcuni aspetti che potrebbero risultare più ostici.
Non abbiamo però trovato nessun modulo che contempli la possibilità di dedicare le ore pomeriodiane a delle attività complementari, come ad esempio musica, sport, lingue straniere o teatro, fornendo quindi delle competenze ma senza appesantire troppo le ore di studio. 
Dico questo anche in virtù del fatto che spesso i nostri bambini sono super impegnati in mille attività extra scolastiche nel tempo che va dalla metà pomeriggio a prima di cena.
Ma noi vorremmo provare ad evitare questo effetto, dato che pensiamo che sia giusto che i bambini, specialmente nei primi anni della scuola primaria, possano ancora trovare il tempo per giocare o semplicemente riposarsi prima di cena.
E così abbiamo ideato le alternative seguenti:
     b) tempo normale più doposcuola in sede
     c) tempo normale più doposcuola non in sede
Queste due possibilità necessitano di una organizzazione puntuale dei dettagli.
Se pensiamo ad un doposcuola svolto nei locali della scuola, è necessario parlare con le varie associazioni che di solito hanno rapporti con l’istituto ed insieme ad altri genitori è possibile richiedere una specifica integrazione di una particolare attività. In alternativa, in alcuni casi, si può chiedere di far entrare nei locali della scuola altre associazioni o personale privato per altri tipologie di lavori.
Se viene invece svolto in altri locali non in sede, è necessario trovare il luogo, gli insegnanti, sceglierne la modalità e i tempi per i pagamenti e non ultimo a quale attività dedicarsi.
Una specie di babysitteraggio personalizzato, insomma: un po’ più complicato da gestire, ma fattibile. Inoltre mettendo insieme più bambini si può ottenere una notevole riduzione sui costi.
Un altro aspetto di cui tenere conto è anche la flessibilità oraria.
Per esigenze personali è a volte necessario avere la possibilità di anticipare l’entrata o l’uscita dalla scuola.
Ma non tutti gli istituti purtroppo mettono a disposizione questo servizio aggiuntivo, di solito delegato ai custodi o a volontari.

2. Distanza

Anche se siamo tentati a scegliere sempre il meglio, non dimentichiamoci però del fattore logistico e tra questi c’è sicuramente la distanza da casa. I primi tempi ci può sembrare un piccolo sacrificio, ma dobbiamo pensare che la scuola primaria durerà cinque anni e alla lunga potrebbe stancare inficiando anche altri aspetti della vita quotidiana della famiglia.

3. Capienza della scuola

Conoscere qual è la capienza della scuola ci permette di fare anche la fatidica domanda “quanti bambini per classe?” che ci da l’idea di quanto e come i bambini possono essere seguiti.

4. Piano di offerta formativa (PTOF)

Quali sono i progetti organizzati? E quali sono gli obiettivi didattici?
Per legge queste informazioni devono essere a disposizione e liberamente scaricabili dal sito della scuola. Il mio consiglio è quello di prepararsi su questa lettura prima di andare in visita alla scuola, in modo da chiedere gli eventuali chiarimenti.

5. Presenza di figura professionale psicologo / sociologo

Al di là delle sensibilità personali dei singoli insegnanti, in alcune scuole e istituti comprensivi vengono messe a disposizione delle figure specialistiche che intervengono su richiesta dei genitori o degli insegnanti qualora si dovessero presentare delle manifestazioni di disagio e di difficoltà relazionali tra i bambini e i bambini e gli insegnanti.
Questo è un utile supporto per la prevenzione anche di episodi di pre-bullismo che possono verificarsi nei primi anni di scuola primaria.

6. Materiale per laboratori didattici

A volte può essere utile chiedere se i materiali per i laboratori didattici vengono messi a disposizione dalla scuola oppure se i genitori devono periodicamente contribuire.
Non è solo un indicatore dello stato economico della scuola, ma anche della possibilità data alle maestre di poter esercitare il loro lato creativo che come sappiamo facilita l’apprendimento.

7. Potenziamento

Nella scuola italiana sono previste delle ore di potenziamento. Come vengono impiegate? In alcune realtà purtroppo ho saputo che non esiste più la figura dell’insegnante di appoggio e quindi il potenziamento viene essenzialmente utilizzato per il supporto a soggetti con difficoltà di apprendimento. In altri casi invece vengono utilizzate proprio per ampliare la conoscenza di una materia (ad esempio le lingue straniere) oppure per introdurre progetti sperimentali come ad esempio l’utilizzo del computer.

8. Religione

È possibile rinunciare all’insegnamento della religione. In questo caso ritengo che sia importante sapere e capire se e come viene utilizzata quell’ora. Sono previste delle attività alternative oppure il bambino viene semplicemente spostato in altro luogo senza però nessuna attività strutturata?
In alcuni casi ho sentito di scuole che se non riescono ad organizzare corsi alternativi decidono di posizionare l’ora di religione all’inizio o alla fine della giornata in modo da lasciare libertà al bambino di uscire prima o entrare più tardi.

9. Uscite didattiche

Come vengono organizzate le uscite didattiche? C’è un piano annuale?

10. Scuola senza zaino

Ci sono molte scuole che si stanno avvicinando alla scuola senza zaino. Anche se affiliarsi a questa metodologia didattica significa fare un percorso comune di formazione del corpo docente, e comprende molti più aspetti del semplice “lasciare in classe lo zaino”, in alcuni casi però alcuni direttori scolastici decidono di avvicinarsi a questa formula, predisponendo le aulee e la didattica in modo tale che i bambini possano lasciare a scuola la maggior parte dei libri e dei quaderni.

11. Compiti a casa

Di solito nel modulo a tempo normale, ogni giorno, ai bambini viene affidata della lezione a casa da svolgere per il giorno dopo.
È importante capire come avviene la gestione, e in che modo ai bambini viene insegnato il modo di relazionarsi da soli con dei compiti da fare.

12. Retta scolastica

Nel caso di scuola statale non c’è retta da pagare, ma sono a pagamento tutti i servizi aggiuntivi come mensa, trasporto, doposcuola e prescuola, materiali (se non forniti), feste e quant’altro.
È utile quindi informarsi sul sito della scuola e/o del Comune su quali siano le rette e gli eventuali contributi per fascia di ISEE.

13. Grado della struttura

Nonostante sia assolutamente convinta che la qualità di una scuola sia determinata soprattutto dalle capacità didattiche degli insegnanti in relazione ai bambini, ritengo comunque utile dare un’occhiata anche alla struttura in sé. Sappiamo putroppo che lo stato delle nostre scuole italiane non è delle migliori, ma possiamo comunque osservare alcuni fattori quali la pulizia, l’ordine nelle classi, se nella struttura é presente una palestra interna, se c’é spazio esterno ben organizzato.

14. Tecnologia

Che grado di presenza tecnologica c’è?
Sono presenti LIM nelle aule?
C’è l’aula di informatica?
Nella mia opinione la presenza di questi strumenti non necessariamente evidenzia il grado di qualità della scuola. Si puó insegnare bene anche senza lavagna elettronica e forse in alcuni casi puó risultare anche piú efficace, ma è comunque un indicatore importante di quanto la dirigenza sia sensibile alle novitá in campo didattica e come queste vengano impiegate.

15. Presenza di aule “speciali”

Sono previste aule destinate alla musica, o all’arte?
É presente una stanza infermeria?
Esiste una stanza dedicata alla lettura?
Quale dotazione di libri è presente? Ritengo sia importante valutare il livello di qualità dei libri proposti e in che modo i bambini possono usufruirne. C’è una scuola che ho visitato ad esempio, in cui ogni aula ha uno spazio lettura al suo interno. Una proposta interessante da valutare, soprattutto per quei bambini che durante l’intervallo vogliono fare una pausa diversa.

16. Aspetti logistici

Non ultimo sono da osservare quali sono i servizi aggiuntivi. I locali mensa sono interni alla scuola?
Consideriamo che il momento del pranzo è forse uno dei più importanti affinché i bambini imparino a socializzare e a comportarsi bene.
Se la mensa è rumorosa oppure non accogliente per qualche motivo, questo momento può essere disturbato.
Inoltre, sono previsti scuolabus dal Comune?
Almeno nella nostra zona purtroppo non tutte le scuole hanno tale servizio e non tutte le zone del Comune sono servite.
Questi sono gli aspetti di cui abbiamo tenuto conto andando alla ricerca della scuola primaria per nostro figlio.
Ovviamente non sarà possibile che tutte le scuole rispondano al cento per cento a queste richieste, ed è quindi compito dei genitori dare un proprio punteggio ad ogni punto secondo le proprie aspettative.
Vi consiglio quindi di fare una griglia in cui per ogni scuola della vostra selezione, indicate un punteggio per ogni punto domanda indicato sopra.
E alla fine potrete tirare le somme e vedere chi vince.
Ma non dimenticatevi di ascoltare il vostro istinto!

4 Risposte a “Come scegliere la scuola primaria in 16 punti”

  1. Che bello questo articolo, per noi è ancora presto per la scuola elementare, però ci sono dei punti applicabili per la scelta della scuola materna!!! Grazie infinite

    1. Si, effettivamente molti aspetti sono comuni un po’ a tutti i gradi di scuola. Almeno fin quando i bimbi sono piccoli 🙂
      Grazie mille!

  2. hola….bella iniziativa!!!! Brava Federica.
    Io ho il bambino da due anni alla scuola senza zaino…e ti giuro che è bello vedere il bambino che ogni mattina non vede l’ora di andare a scuola. E’ una scuola “pensata”….tutto è ordinato alle esigenze dei bimbi. Noi abbiamo scelto il tempo pieno ma i pomeriggi, pur lavorando, fanno attività più leggere ed il venerdì sono proprio laboratori come canto, scacchi ecc. Nell’anno fanno attività extra molto interessanti e stimolanti. Alternano ad esempio, la lezione nell’aula a quadretti (matematica) ad un ora di yoga, la maestra di religione si occupa di pace e nonviolenza, si educano alla partecipazione (hanno il CRA Consiglio degli alunni e che partecipa alle decisioni della scuola e alle riunioni con i genitori….e ti giuro sono fantastici!). Il rendimento mi sembra analogo a quello degli ammiccherai che hanno fatto altre scelte e che passano i pomeriggi a fare i compiti con le mamme stressate dai compiti. Noi li facciamo solo nel weekend e spesso si anticipano in autonomia.Non hanno vere e proprie pagelle se non a fine anno e i bimbi si auto-valutano da soli. Io non posso che consigliarla….per ora la scelta tanto pensata ci sembra ottima!

    1. Ciao Stefania, bello ritrovarti anche qua.
      Grazie per questi consigli.
      La scuola senza zaino la abbiamo valutata tanto, ma purtroppo sarebbe troppo fuori zona per noi e abbiamo dovuto rinunciarvi.
      Ma mi fa piacere che ci siano esperienze positive, perché questo non puó che stimolare sempre più modalità didattiche simili.
      Grazie 🙂
      Federica