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Educazione, I miei consigli, Scuola

Le 3 cose indispensabili per l’asilo nido perfetto

In questo articolo ho affrontato alcune considerazioni di carattere generale su come scegliere l’asilo nido per i nostri figli, focalizzandomi soprattutto sulla struttura.Qui invece vorrei dare particolare rilevanza alle attività svolte nel nido e come queste vengono proposte durante la giornata.
Ritengo infatti che al di là di tutti gli aspetti organizzativi e pratici la vera differenza tra un asilo ed un altro, sia nella qualità degli operatori e nelle attività che essi propongono.1. Come sono suddivise le attività?
Chiedete, se non spontaneamente fornito, un calendario di come si svolge una giornata tipo e ricordate che i bambini piccoli sono molto più ricettivi nelle ore mattutine.
È preferibile quindi che le attività laboratoriali vengano concentrate nella mattina e nel pomeriggio si prediliga invece il gioco libero.

2. Qual è il focus delle attività?
Considerando la grandissima capacità dei bambini in età da nido e pre-scolare di assorbire dall’ambiente circostante, sicuramente qualsiasi tipo di attività venga proposta è sicuramente stimolante e valida.
Vero è che ci sono alcune strutture che per organizzazione degli spazi e/o preparazione degli educatori sono più predisposte a presentare attività di psicomotricità, oppure a prediligere lavori di gruppo in campo artistico o intellettuale (vedi gruppi di disegno o lettura).
Per mia predisposizione personale, come potrete immaginare, ho sempre cercato di valutare proprio questo secondo aspetto. Sono molto attratta dai nidi dove è possibile vedere una ampia biblioteca oppure un teatrino con le marionette.
Ma probabilmente qui si entra in un interesse un po’ troppo personale.

3. E gli operatori?
Ovviamente gli operatori devono essere qualificati, ma ciò che a mio avviso è più importante è cercare di osservarli, per quanto possibile, nel contatto con i bambini. Devono rispettare i loro spazi, i loro momenti, e far capire che ci sono, in qualunque momento per dare un abbraccio o una carezza, quando necessario.
Cercate inoltre di capire la loro disponibilità ad incontrarvi in colloquio, ogniqualvolta ne sentiate il bisogno.
A mio avviso questa possibilità è molto importante soprattutto nella fase di crescita tra i due e i tre anni.
In questo anno di solito c’è una importante fase di transizione. Il bambino si prepara a frequentare la scuola materna e spesso è il periodo in cui è impegnato ad abbandonare l’uso del pannolino e/o del ciuccio.
Possono essere quindi normali alcune momenti in cui c’è da dare maggiore attenzione alle reazioni del bambino ed è fondamentale il confronto con le educatrici che seguono i bambini per tutta la giornata.

Per concludere vorrei velocemente soffermarmi su una questione di ordine pratico relativa al materiale che viene o non viene fornito dalla struttura:
pannolini, salviette e creme per il cambio e/o addirittura necessario per i vari laboratori proposti ( farina, zucchero, pasta).
Nessun commento personale in proposito, ma solo una considerazione.

Qui invece parlerò della fase dell’inserimento, momento delicatissimo nella vita sociale del bambino  e di una questione invece molto più concreta relativa alla logistica.

L’immagine è tratta da Pixabay
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About Author

Federica

Sono Federica e nel blog mi occupo di tematiche per bambini, ma soprattutto propongo modalità di interazione con i più piccoli attraverso la lettura.
Amo i libri e tutti i mondi lì racchiusi. Dentro le loro pagine trovo soluzioni e idee quasi per tutto.
Co-fondatrice e coordinatrice di un book club (https://www.facebook.com/illumilibro/) che si riunisce da ben 9 anni, sono mamma di un bambino di 5 anni e uno di poco più di un anno.
La mia libreria adesso consta di un notevole numero di libri per bambini. Sul blog potete leggere le mie recensioni e tanti altri spunti sul mestiere di mamma.

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